Da dove proviene il petrolio che alimenta le raffinerie italiane
L'Italia non estrae petrolio sul proprio territorio: scopriamo da quali paesi importiamo il greggio e come arriva nelle nostre raffinerie.
L'Italia e il petrolio: un approvvigionamento interamente estero
Le raffinerie italiane non estraggono petrolio sul territorio nazionale, poiché l'Italia non possiede giacimenti commerciali significativi. Il nostro approvvigionamento avviene interamente tramite importazioni da paesi produttori in tutto il mondo.
Le fonti di greggio cambiano di anno in anno a seconda di contratti commerciali, sanzioni internazionali e dinamiche di mercato. Tuttavia, le tendenze recenti (2023-2024) mostrano un mix ben definito di paesi fornitori.
Principali paesi fornitori (dati 2023)
| Paese di origine | Quote approssimative (2023) | Tipo di greggio più frequente |
|---|---|---|
| Azerbaigian | ~30% del totale importato (circa 11 Mt) | Azeri Light (greggio leggero) |
| Arabia Saudita | ~20% | Arab Light e altri blend medii |
| USA | ~15% | West Texas Intermediate (WTI) e blend leggeri |
| Libia | ~10% | Greggi leggeri-medi |
| Nigeria | ~8% | Bonny Light (leggero) |
| Russia | <5% (diminuito drasticamente dopo le sanzioni del 2022) | Urals (medio) |
| Kazakhstan | ~5% | Kashagan (medio-pesante) |
| Altri paesi | Resto del volume | Norvegia, Angola, Qatar, ecc. |
Nota: le percentuali sono indicative e basate sui dati di importazione per l'anno 2023. Le quote possono variare di qualche punto percentuale di anno in anno.
Come arriva il greggio in Italia
1. Via mare
La maggior parte del petrolio arriva su navi cisterna nei principali terminali marittimi italiani:
- Taranto
- Milazzo
- Falconara-Ancona
- Augusta
Questi terminali possono accogliere navi fino a 300.000 DWT, consentendo il caricamento di grandi volumi in pochi giorni.
2. Via pipeline
Due importanti condotte collegano l'Italia al resto d'Europa:
- Central European Line: parte dal porto di Genova (capacità ~1 milione di barili/giorno) e alimenta raffinerie del Nord Italia e di paesi limitrofi.
- Trans-Alpine Pipeline: parte da Trieste (capacità ~850.000 barili/giorno) e invia greggio verso Germania, Austria e Repubblica Ceca.
3. Stoccaggio interno
Dopo l'arrivo, il greggio viene immagazzinato in serbatoi di capacità variabile gestiti da operatori come OCSIT (Organismo Centrale di Stoccaggio Italiano), che mantiene riserve equivalenti a circa 30 giorni di consumo netto di "specific stocks" (benzina, diesel, ecc.) per garantire la sicurezza energetica.
Perché queste fonti?
- •Azerbaigian è diventato il principale fornitore perché il suo Azeri Light è un greggio leggero, facile da processare nelle raffinerie italiane, con un prezzo competitivo rispetto a quello russo dopo le sanzioni.
- •Arabia Saudita e USA offrono volumi consistenti e una varietà di blend che permettono di bilanciare la produzione di benzina, diesel e altri prodotti.
- •Libia e Nigeria forniscono greggi leggeri a costi relativamente bassi, utili per mantenere margini di profitto nei prodotti finiti.
- •Russia è stata ridotta drasticamente a causa delle restrizioni internazionali, ma ancora fornisce piccole quantità per contratti pre-esistenti o per esigenze specifiche di tipo di greggio.
💡 Sintesi
- ✓ Il petrolio che alimenta le raffinerie italiane proviene quasi esclusivamente da importazioni marittime e da alcune pipeline.
- ✓ Nel 2023 il maggior fornitore è stato l'Azerbaigian (≈ 30% del totale), seguito da Arabia Saudita, USA, Libia e Nigeria.
- ✓ Le importazioni sono gestite attraverso grandi porti (Taranto, Milazzo, Falconara, Augusta) e tramite le pipeline di Genova e Trieste, con scorte strategiche custodite da OCSIT.
